Ieri il pallone, le giovanili della Sampdoria, le partite in squadra con un certo Mauro Icardi, i piedi sul rettangolo verde dei campi di calcio. Quando i lavori saranno completati, verranno allestiti un punto di ritrovo culturale e alcuni campi coltivati a cura delle associazioni canzesi. Aggiungi i dettagli personalizzati al design, come il logo di uno sponsor o lo stemma della squadra, i nomi e i numeri delle giocatrici, senza costi aggiuntivi. Purtroppo in entrambe i casi eravamo cinque disperati allo sbaraglio, siccome alcuni dei componenti della squadra, per impegni personali, non hanno potuto esserci. Oggi l’area, che si trova a sud di Porta Barete, al termine di via XX Settembre, dove oggi si trovano gli Uffici Giudiziari ed i complessi edilizi di via dei Frentani, via dei Marsi e via dei Peligni. Poi in porta entro centrale, fissando il dischetto i pali e la traversa e poi poggio asciugamano e guanti di riserva nel lato sinistro. Cominciamo oggi proponendovi un’intervista, anzi, una chiacchierata con Tommaso Samiolo, responsabile di Brianzatornei, associazione leader in Brianza per l’organizzazione di tornei e campionati amatoriali di calcio a 5 e a 7. Brianzatornei, nata nel maggio 2012, ha sposato da subito il progetto di 24H, diventando sin dal primo torneo organizzato una tappa del circuito ed iniziando, dunque, a mandare le proprie squadre vincitrici alle finali, conosciute, attese e bramate da ogni team partecipante alle proprie manifestazioni.
Capace di circa 70 000 persone (compresi gli spettatori in piedi, all’epoca ammessi), l’impianto costò 1,9 miliardi di lire, dei quali un quarto venne coperto dal CONI attraverso un credito sportivo di circa 550 milioni erogato in due tranche. Ma nessun problema: anche con l’aiuto di qualche birretta scendiamo regolarmente in campo, giochiamo e diamo tutto, divertendoci un sacco e conoscendo moltissime persone provenienti dalle altre parti d’Italia. Si disputano due tempi di 25 minuti ciascuno e il campo, di forma rettangolare, è lungo tra i 38 e i 42 metri e largo tra i 18 e i 22 metri. «A tal proposito posso dire che esistono due categorie di squadre: quelle che hanno partecipato almeno una volta alle finali e chi le ha sentite solo raccontare. E così abbiamo messo insieme gli ultimi sei reduci ancora disponibili e siamo partiti alla volta di Cesena. Prima ho omesso di riportare che i sei uomini scesi a Cesena non erano propriamente quello che si definisce l’elite della squadra.
A proposito, sei mai stato presente alle finali nazionali? Io in prima persona – prima da giocatore e poi da responsabile provinciale – ho assistito in più occasioni alle finali: mi ha impressionato la vostra capacità di lavorare in gruppo. Spettacolari. Le ho vissute sia da giocatore che da staff e spero che tutti un giorno o l’altro possano vivere una giornata di sport come le finali nazionali. Hai detto di aver partecipato alle finali anche da giocatore. Dalle maglie storiche anni 90 fino a quelle attuali come la maglia Juve 2025 ed alle maglie Special Edition. Un ricordo senz’altro negativo è legato anche alle scandinave Danimarca e Svezia, famose soprattutto per il 2-2 che condannò gli azzurri all’eliminazione dal campionato europeo di calcio 2004; in particolare alla Svezia si deve anche la dolorosa mancata qualificazione al campionato del mondo 2018. Curioso inoltre notare che l’unico precedente nel quale l’Italia mancò la qualificazione ai mondiali fu in quelli del 1958, giocatisi proprio in Svezia; e la mancò anche agli europei del 1992, sempre svoltisi nel paese scandinavo. Ma anche se fanno molto rumore e sono accompagnati dal coro entusiasta di giornali e tv e dallo squittio di politici inetti, tra i quali campeggiano molti repubblicani, non rappresentano il popolo americano.
Perché, prima che venisse arrestata la signora Reggiani, sui giornali si parlava di complotti internazionali, di killer professionisti. Ricordo soprattutto la prima volta: la squadra era decimata da infortuni, ma noi volevamo partecipare a tutti i costi a quella fantastica giornata. Potosí era una delle città più importanti della regione a quel tempo, gli spagnoli avevano scoperto che il sottosuolo circostante era ricco di preziosi minerali (mercurio, oro, argento e altri) e sfruttando la manovalanza indigena la convertirono in una lussuosa città. La prima partita di calcio femminile si tenne a North London nel 1895. Inizialmente, in particolare nel Regno Unito, il calcio femminile era associato a partite di beneficenza e all’esercizio fisico. Sino all’inizio del Novecento essere erano occupate da zone verdi, da orti e campagne, la saturazione degli spazi vuoti nel centro storico, e infine interventi di sostituzione edilizia hanno determinato il grande cambiamento tra fine Ottocento e inizio Novecento della città.
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