Maglia il calcio chiama tu rispondi

Il tecnico viareggino ama un calcio spregiudicato, votato all’attacco e nel primo anno dei tre punti a vittoria, le sue scelte si rivelano vincenti. Il primo abbigliamento documentato indossato dai giocatori era costituito da pantaloncini blu e camicie bianche nel 1900, cambiato in strisce bianche e nere all’inizio del XX secolo e da allora i colori sociali sono rimasti. Accadde proprio in quel mio primo anno alla Juventus. Sulla panchina della Juventus arriva Fabio Capello, che ha vinto ovunque, ha vinto sempre e alla guida della squadra più titolata d’Italia non può che fare altrettanto. Quanto alla squadra di Bertolucci, le divise erano opera fantastica della costumista di Novecento (un lavoretto in più, da aggiungere ai circa quattromila costumi già elaborati per il film) Gitte Magrini: maglie viola copiativo con le cifre 900 in giallo verticale, calzettoni a strisce multicolori destinati a sviluppare, per il gioco di gambe, un effetto caleidoscopico (e psichedelico) tale da rendere difficile l’individuazione del pallone ai rivali”.

Una squadra stellare, che ha già in Del Piero il suo astro più luminoso. La Juventus ritrova il Borussia Dortmund; sempre schiacciato negli ultimi anni; a Monaco, però, i tedeschi giocano una partita orgogliosa e a nulla vale il capolavoro siglato da Del Piero nella ripresa: un goal di tacco da antologia che non basta però ai bianconeri per centrare la stagione perfetta. Dopo soli tre anni alla Juventus, Ale ha già conquistato ma Champions League; uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana: Ma già nei primi mesi della stagione 1996-97, il bottino aumenta in maniera consistente, con la Coppa Intercontinentale e con la Supercoppa Europea: vittima designata di una Juventus tritatutto è il Paris St. Ci resteranno sino alla fine, riportando a Torino uno scudetto che mancava da nove anni, vincendo la Coppa Italia e sfiorando la Coppa Uefa. Il 31 gennaio 2022 a seguito dei cattivi risultati del Potenza Calcio che si susseguono da ormai due anni, il presidente, Salvatore Caiata, decide di dimettersi e di lasciare l’intero pacchetto azionario all’associazione gestita da Michele Falasca. A venti minuti dalla fine la Juventus esce dal torpore e trionfa: Vialli segna due goal in tre minuti, ma a completare la rimonta è Del Piero, con una rete da cineteca: un tocco morbido, al volo, di collo destro, che corregge alle spalle di un esterrefatto Toldo un lancio di quaranta metri: «Quel goal è stato senza dubbio uno dei miei due preferiti.

La Juventus è signora d’Europa e il 26 novembre 1996 diventa padrona del mondo: La Coppa Intercontinentale manca dal 1985, dalla vittoria sull’Argentinos Junior firmata dal rigore decisivo di Michel Platini. Ed è in quella partita che tutto il talento e il carisma di Ale vengono fuori: la Juventus vince grazie ad un goal di Trézéguet, ma proprio il capitano è il migliore in campo ed è proprio lui a pennellare con una spettacolare rovesciata l’assist che David trasforma in rete. Anche in questo caso lo scopo era quello di portare il pallone sul fondo della metà campo avversaria. Ricordo che prima di scendere in campo per il riscaldamento pre-gara, mi chiamarono perché c’era una telefonata per me. Alessandro esce qualche minuto prima dell’inizio del riscaldamento. Prima della partita casalinga con il Milan, che poi perdemmo 1-0, in squadra c’erano molti giocatori infortunati e Trapattoni decise di farmi giocare. Sì, lo so, anche a me sembrava strano: però poi mi sono fatta due conti, ho passato in rassegna tutte le comparsate dei giocatori soprattutto in pizzerie di grido e patinati ristoranti di sushi e ho deciso che non doveva sembrarmi una cosa così strampalata. Diverso. Non mi sono mai sentito a casa, mi sembrava di essere l’ingranaggio di una grande azienda.

Le righe della prima maglia diventano poi più sottili, in “stile anni ’70”, e di nuovo con quella centrale azzurra, ma la vera grande rivoluzione è l’abbandono della maglia nera per il portiere! Ha raggiunto questo traguardo con grande merito per quello che ha fatto negli anni e per l’impegno costante che dimostra ogni giorno. È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società. Quando sei abituato bene fai fatica a soffrire, c’è stata la crisi di risultati, la retrocessione e non potendo più mettere i soldi di una volta e’ stato piu’ difficile risalire. Una volta spedito il tuo ordine verrà consegnato il giorno successivo (per alcune località sono previsti 1/2 giorni aggiuntivi). Lo incontrai per la prima volta nel ’99, ai quarti di Champions. Il goal più prezioso però arriva nei quarti di finale.

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